Stracciatta con mozzarella di bufala confezione 250 gr (con panna di vacca)

La stracciata di bufala è prodotta per il 50% di mozzarella di bufala (stracciata, tagliata) e per il 50% di panna di mucca, sale e caglio.
La panna è UHT, ovvero, pastorizzata a 140° ( non è di nostra produzione ma di alta qualità).
È disponibile già confezionata, in vaschette.

VANTAGGI
Prodotto pronto all’uso.
Il prodotto si rende molto versatile.
Può essere mangiato al cucchiaio o impiegata per mille usi in cucina.
Si adatta perfettamente ai primi piatti,ai secondi ed è ideale per farcire gustose bruschette.

CONSERVAZIONE
Si conserva in frigo ad una temperatura consigliata di circa 4°C, temperatura ideale per essere gustata al meglio.
Può essere consumata fino a 8 giorni dalla data di produzione (la scadenza è riportata su ciascuna confezione).
Una volta aperto, si consiglia di consumare il prodotto in 2 giorni.

Voglio parlar di mozzarella come di leggenda.

Voglio parlar di mozzarella come di leggenda.

“Me ne vogl’ji a campà mmiez’ ‘a ‘na terra… ‘n’aucielluzzo che me canta mmiez’ ‘a via.. ‘e muzzarelle nustrane, che schizzano latte!

Con questi versi agli inizi del ‘900, Raffaele Viviani raffigurava il suo archetipo rurale, l’essenza dell’Ager Campanus. “Tiempe belle ‘e ‘na vota”, vien voglia di citare. Così, in un’oleografia tipicamente partenopea e trionfalista, lo scugnizzo-intellettuale di Stabia, un po’ naive e un po’ social-populista, si ricongiunge all’alma mater: il formaggio più famoso del mondo diventa una candida opulenta poppa nutrice, sublimando un Edipo casareccio ed infantile.
Ed allora, l’incondizionata affezione che i napoletani, patriarcali per ambizione e mammisti per vocazione, esprimono nei confronti della mozzarella, dovrebbe essere ricondotta ad una seriosa quanto banale interpretazione freudiana?
Forse è più suggestivo supporre che in una città così intrisa di lontane arcane magie, dove ancora aleggiano i prodigi di Virgilio, i misteri delle Logge Egiziane e Pitagoriche, le alchimie del principe di Sansevero, le voci delle anime erranti delle Fontanelle, i fati della “cabbala” e della smorfia, da sempre dimori un quid etereo, un flogisto inafferrabile e nascosto per i non iniziati, che solo qui possa permeare la materia, rendendo leciti sublimi peccati di gola. Peccati che altrove restano comunque inimitabili ed irripetibili, a dispetto della apparente semplicità degli ingredienti e della preparazione: la pizza, la mozzarella, il caffè, tanto per restare nell’ovvietà della tradizione. Come dimenticare, ad esempio, la strampalata quanto convincente dissertazione sul “coppitello”, utilizzato da Eduardo-Don Pasquale per imprigionare l’aroma del caffè nella cuccuma, come uno strumento alchemico per fissare l’essenza volatile nel vaso ermetico? E, guarda caso, di entità extracorporee, di “Fantasmi” si trattava.
E ancora la mozzarella, al pari della pizza e del caffè, è una “cosa spiccia”. Non nel senso di frettolosamente approntata, giammai, ma bensì da degustare subito, fresca fresca – ma a temperatura corporea, siccome latte di poppa – come invece le bollenti da inferno vanno affrontati pizza e caffè. Non ha bisogno, la regina dei formaggi, del sussiegoso, lentissimo, faraonico incedere del ragù per attingere la perfezione. Accostare stagionatura a mozzarella è come dire diavolo e acquasanta.
Don Leopoldo, vetusto e vivace testimone di “cose e fattarielli” locali (cronache vere, per intenderci, non pettegolezzi da “capere”), nei suoi vividi racconti ricorda le sfrenate corse dei “casini” che, su agili quanto squinternati barroccini, trasportavano il prezioso e gocciolante oro bianco, accuratamente custodito in uno scrigno di fresche frasche. E li rivedi, questi sudati ed impolverati Ben Hur dell’affamato dopoguerra, scapicollarsi all’alba dalle masserie-caseifici sparpagliate in Terra di Lavoro per giungere primi sulla piazza aversana delle trattative. Anche a costo di furberie e sgomitate. Necessità da mercante, certo, per contenere al massimo il calo peso. Ma anche per contrattare il miglior prezzo finché il prodotto fosse ancora fragrante ed appetibile.
L’interrogativo persiste: ma perché la mozzarella “riesce bene” solo qui, in questa semiluna di Campania Felix compresa tra il Garigliano ed il Sele? Il mio amico Gennaro, gli occhi azzurri limpidi e buoni, lo sguardo pacato di chi è stanco ma orgoglioso del proprio lavoro, mi dice con serio convincimento: “Vedi, Andrea, forse è perché qui ci mettiamo un altro ingrediente che fuori non c’è: il “pensato”. Perché ci mettiamo tutte le risorse emotive e culturali. E anche l’intuito. Perché “pensiamo” di voler fare una cosa buona, una cosa fatta bene. E mi torna in mente il “Noûs” di Anassagora, l’”intelligenza guida”, il “pensiero” responsabile del flusso aggregante dei “semi” di materia.
Il dubbio si scioglie, il segreto di Pulcinella si svela; basta solo lasciar scorrere l’alchimia nelle vene, svelare gli arcani della Sibilla, sedurre la Sirena di Palepoli. E che ci vuole! Basta saper sentire il momento giusto. Il “curatino” proclama “Adesso! Jamme mo’!”. Ed inizia il miracolo della trasformazione.

Dedicata a Gennaro, Lia, Luigi Maria, Alessandro, Valentina e Davide Costanzo, meravigliosi artigiani che continuano a rendere il mondo migliore.

Andrea Buondonno

BIBIOGRAFIA
Nato a Napoli il 02.08.1950. Titolare dei Corsi di “Pedotecnologie e Ricomposizione Ambientale” (Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale “Luigi Vanvitelli”, SUN) e di “Scienze del Suolo Applicate al Risanamento Ambientale”. Ha tenuto Corsi di Chimica Agraria, Cartografia Pedologica G.I.S., Fondamenti di Scienza del Suolo, Geopedologia, Normativa Ambientale, Pedologia Applicata, Principi di Pedotecnica, Tecniche di Valutazione e di Recupero e Ricostruzione dei Suoli. E’ stato docente presso l’Università di Napoli “Federico II” (Chimica del Suolo, Fertilità del Suolo e Nutrizione delle Piante, Prodotti Chimici in Agricoltura, Pedologia applicata al territorio) e presso l’Università della Basilicata (Industrie Chimico-Forestali, Pedologia, Pedologia Forestale). Ha coordinato i Dottorati di Ricerca “Funzioni, Dinamica e Gestione del Sistema Suolo-Pianta” e “Risorse e Ambiente”.

Carciofi ripieni alle mandorle e cacetto di bufala Costanzo

Un cuore morbido e filante.. è tutto quello che desideriamo dalla nostra primavera!
Un ripieno gustosissimo che potrà riempire tutte le tavole e, con pochissimi accorgimenti, accontentare tutti i gusti. Scopri insieme a noi come preparare questa pietanza dall’irresistibile sapore, ideale come antipasto, contorno o secondo piatto!

 

Ingredienti:
(per 4 persone)

12 carciofi
150 g di mollica di pane raffermo
200 g di cacetti di bufala Costanzo
50 g di mandorle a lamelle
erba cipollina q.b.
½ bicchiere di vino bianco
olio extravergine d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.
succo di limone q.b.
1 spicchio d’aglio

per accompagnare:
crackers di farro Malafronte (selezione Costanzo)

Procedimento

Lavare e pulire i carciofi, eliminando le foglie dure e spinose, il gambo e la barba. Dividendoli a metà, porli a bagno in acqua e succo di limone per almeno mezz’ora. Sciacquarli, scolarli e sbollentarli in acqua salata per qualche minuto, per evitare che risultino di aspetto coriaceo. Appoggiarli quindi su della carta assorbente ed iniziare la preparazione per la teglia.
In una terrina, mescolare 4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva con una manciata d’erba cipollina, aggiungere sale, pepe, della mollica di pane raffermo sbriciolata ed infine le mandorle.
Tagliare il cacetto di bufala a dadini e riempire ciascuna metà dei carciofi con, in ordine, qualche pezzettino di cacio, una manciata di trito di mollica e mandorle. Disporre ciascuna di queste metà una vicina all’altra in una teglia o una pirofila, irrorare con un filo d’olio, aggiungere del vino sul fondo e concludere con una spolverata di sale.
Infornare, in forno preriscaldato a 180°C, cuocendo in modalità statica per circa un’ora: la prima mezz’ora tenendo la teglia coperta con un foglio di carta da forno, affinchè i carciofi si insaporiscano ben bene con gli aromi del vino dopodichè eliminare la carta. Una volta ben rosolati, sfornare e servire i carciofi ripieni ancora caldi.

Pasta e patate con pancetta e mozzarella di bufala affumicata Costanzo

Da un classico della cucina tradizionale, semplice e genuino, nasce una versione rivisitata ancor più gustosa, con aggiunta di mozzarella di bufala affumicata filante e saporita pancetta. Tutta questa bontà, sorprenderà per originalità e squisitezza, ideale anche se preparata in anticipo! Provare per credere!!

 

Ingredienti:
(per 4 persone)

320 g di pasta corta di Gragnano (selezione Costanzo)
800 g di patate
200 g di mozzarella di bufala affumicata Costanzo
100 g di pancetta coppata
5 o 6 pomodorini
1 cipolla dorata
peperoncino piccante contuso q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.

per accompagnare:
crackers di farro Malafronte (selezione Costanzo)

Procedimento

In una casseruola dai bordi alti, far appassire la cipolla tagliata finemente con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, i pomodorini ed il peperoncino. Poi, aggiungere le patate, precedentemente tagliate a tocchetti non troppo piccoli e la pancetta tagliata a dadini. Lasciare insaporire per qualche minuto e proseguire la cottura aggiungendo, all’occorrenza, qualche cucchiaio d’acqua. Aggiustare di sale e di pepe, prestando attenzione al gusto già ricco della pancetta. Intanto, in abbondante acqua salata, cuocere la pasta di Gragnano, scolandola ancora al dente. Quando le patate saranno a metà cottura, aggiungere la pasta di Gragnano e, infine, la mozzarella di bufala affumicata tagliata a pezzetti.

Tenere ancora la casseruola sul fuoco, mescolando fino a quando quest’ultimo ingrediente non sarà completamente sciolto, quindi, la pasta e patate risulterà cremosa e filante.
A questo punto servire, a piacere, con una spolverata di parmigiano ed un filo d’olio, accompagnando il piatto con crackers di farro o normali crostini.

Torta rustica con zucchine, speck, ricotta di bufala e ciccilli di mucca bianchi

La torta rustica è una torta salata molto appetitosa, ideale per una gita fuori porta, da servire come aperitivo o come piatto unico. E’ un ripieno invitante e gustoso che non può sicuramente mancare sulle nostre tavole in questi giorni di festa. Scopriamola insieme!

 

Ingredienti:
(per una teglia tonda da ca. 26 cm di diametro)

1 rotolo di pasta brisèe di forma circolare
4 o 5 zucchine
1 cipolla dorata
150 g di speck
3 uova
300 g di ricotta di bufala
150 g di ciccilli di mucca bianchi
olio extravergine d’oliva
sale e pepe q.b.

Procedimento

In una padella capiente, imbiondire la cipolla tagliata sottilmente con un paio di cucchiai d’olio. Unire le zucchine lavate e tagliate a rondelle sottili e far appassire il tutto a fuoco dolce. Intanto,  tagliare lo speck in piccoli pezzi ed unirlo alle zucchine, quando queste ultime risulteranno quasi pronte. Continuare la cottura ancora per qualche minuto, aggiungere del pepe ed eventualmente un pò di sale, prestando attenzione alla salatura data la presenza dello speck, di per sè, già saporito. Tenere il tutto a parte, lasciandolo raffreddare.

Raffreddato o intiepidito il composto, aggiungere la ricotta, le 3 uova precedentemente sbattute ed i ciccilli, tagliati a pezzetti. Amalgamare bene il tutto ed iniziare a comporre la  torta rustica.
In una teglia imburrata o foderata con carta da forno, adagiare il disco di pasta brisèe, prestando attenzione a farlo aderire bene alle superfici. Eliminare eventualmente l’eccesso di pasta dal bordo con un coltello a lama liscia o con  delle forbici e bucherellare abbondantemente il fondo con i rebbi di una forchetta, per evitare che in cottura possa gonfiarsi.
Riempire, poi, il guscio con il ripieno di zucchine e ricotta ed, infine,  porre la teglia in forno preriscaldato a 190°C, cuocendo in modalità statica per circa un’ora. Sfornare e gustare la torta rustica ancora calda.

Tagliere di salumi, confetture e formaggi Costanzo

E’ tempo di “fellata” di Pasqua: ecco, i nostri consigli per arricchire la tavola in modo ineccepibile!

Ingredienti:

1 burrata
150 g di Caciocostanzo di mucca  bianco
150 g di Caciocostanzo di mucca affumicato
100 g di ricotta di bufala Costanzo
100 g di spianata piccante
100 g di salame felino
100 g di lonzino di suino (filetto)
confettura di fragole
confettura di pere
miele di castagno
pane casereccio o integrale a fette
uova sode a fette (a piacere)

Procedimento

In un vassoio o su un tagliere disporre i prodotti rispettando solo pochi e semplici accorgimenti, riguardanti gli abbinamenti.

In particolare, i formaggi stagionati e sapidi sono in accordo con confetture dal sapore prevalentemente dolce. In questo caso specifico, entrambe le varietà di caciocostanzo  sono state pensate in accostamento alla confettura di pere ed al miele di castagno. I formaggi freschi, invece, sono ideali se accostati a sapori tendenzialmente aciduli, come la confettura di fragole o la marmellata di agrumi. Di fatti, questo l’abbinamento consigliato nella proposta di oggi,  per la ricotta e la burrata.

Disporre i prodotti rendendo facile la degustazione.

Dunque, i formaggi stagionati dovranno essere tagliati preferibilmente a dadini oppure triangolini, mentre, i formaggi a pasta molle saranno serviti adeguatamente in apposite terrine, munite di coltellini per poterli spalmare. Idem per confetture e mieli.

Ogni prodotto dovrà essere disposto il più vicino possibile a quello con cui si accompagna. I salumi dovranno essere preferibilmente già affettati così come il pane fresco, casereccio, integrale o speziato. Quest’ultimo, un elemento importantissimo per ogni tagliere che si rispetti.

 

Fusilloni al datterino giallo con Stagionato del Professore

E’ tempo di belle stagioni, di colori vivaci ed evocativi, di profumi freschi ed appena fioriti! Scopri gli ingredienti ed insieme ai nostri consigli..fai esplodere la primavera!

 

Ingredienti:
(per 4 persone)

380 g di fusilloni
mollica di pane q.b.
2 confezioni di pomodorini datterini gialli in succo
5 o 6 acciughe sott’olio
peperoncino piccante contuso q.b.
stagionato del Professore grattugiato q.b.
2 spicchi d’aglio
sale e pepe q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

In una padella, tostare la mollica di pane sminuzzata fino a che non risulterà croccante e ben abbrustolita, poi, tenerla a  parte.
Intanto, sul fuoco, in una casseruola capiente aggiungere i seguenti ingredienti: un filo d’olio, del peperoncino contuso e 2 spicchi d’aglio, aggiungere le acciughe tagliate in piccoli pezzi e rosolare fino a quando queste ultime non saranno ben sciolte ed amalgamate al condimento. Eliminare l’aglio ed unire i pomodorini, coprire e cuocete a fuoco medio per circa venti minuti, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura aggiustare di sale e pepe. Spegnere il fuoco.

A parte, in una casseruola con abbondante acqua salata, cuocere i fusilloni, scolarli al dente e unirli al condimento dei datterini, precedentemente preparato. Lasciare insaporire la pasta saltandola per qualche minuto, aggiungere le molliche tostate, quindi impiattare e servire con lo Stagionato del Professore grattugiato generosamente.

Decorare con menta o basilico a piacere.

Cheesecake mimosa all’ananas con ricotta di bufala in salvietta

L’8 marzo è un giorno speciale!

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, in chiave rivisitata, abbiamo preparato l’ iconico dolce dedicato a tutte le donne..la coloratissima e gustosa torta mimosa!

 

Ingredienti

per la base:

150 g di biscotti tipo frollini
40 ml di latte
30 g di burro

per la crema:
5 g di colla di pesce in fogli
20 g di zucchero a velo
50 g di succo d’ananas
150 g di ananas (ben maturo o sciroppato)
200 g di panna fresca
200 g di ricotta di bufala in salvietta

per la copertura:
3 g di colla di pesce in fogli
150 g di succo d’ananas
200 g di ananas (ben maturo o sciroppato)

 

Vi occorrono inoltre:

1 anello regolabile per torte
fogli di acetato
fruste elettriche

Procedimento

Innanzitutto,, mettere in ammollo, in acqua fredda, i fogli di colla di pesce per la crema, quindi, intanto, occuparsi della base. Pesare i biscotti e, successivamente, ridurli in briciole in un sacchetto di plastica. Sciogliere il burro nel latte caldo, unire  le briciole e mescolare fino a creare un composto umido.
Porre l’anello per torte regolato a 20 cm di diametro in un piatto teso, rivestire i bordi con delle strisce di acetato e, all’interno, creare la base del dolce schiacciando e compattando il composto di briciole e burro. Mettere, quindi, in frigorifero per il tempo necessario per la preparazione della crema. In un pentolino intiepidire il succo d’ananas, strizzare i fogli di gelatina dall’acqua e scioglierli nel succo. Montare la panna a neve e amalgamare la ricotta e lo zucchero a velo. Unire l’ananas tagliato a dadini ed il mix, precedentemente preparato,di succo e colla di pesce. Riamalgamare il tutto e versare il tutto sulla base di biscotti, appiattendo la superficie con il dorso del cucchiaio oppuce con una spatola. Mettere nuovamente in frigo per almeno un’oretta. Per la copertura, ammollare in acqua fredda i restanti fogli di gelatina. Nel mentre, tagliare l’altra parte di ananas a dadini. Scaldare 50 g dei 200 di succo d’ananas, scioglierei i fogli di gelatina ammollati ben strizzati, aggiungere il resto del succo, amalgamare e unire l’ananas tagliato. Distribuire il tutto sulla superficie del dolce lasciandolo, poi,  raffermare in frigorifero per almeno 3 ore prima di gustarlo.

UTILI CONSIGLI PER CONSERVARE AL MEGLIO I FORMAGGI STAGIONATI!

Preservare aroma, gusto e freschezza dei formaggi stagionati è una prerogativa!

Ecco, allora, i nostri consigli per poterli gustare sempre al meglio.

Innanzitutto, tutti i formaggi vanno conservati in frigo, sempre! Un’eventuale sbalzo di temperatura potrebbe essere nemico della sua conservazione. Volendo essere più precisi, è consigliabile collocare i formaggi freschi nella sezione del frigo, la cui temperatura è compresa tra i 2° ed i 4°, generalmente, quindi, nella parte più fredda. Gli stagionati, invece, al contrario, nella parte meno fredda, quella la cui temperatura oscilla tra gli 8° ed i 10°; infine, le restanti tipologie, in uno scomparto medio , con una temperatura compresa tra i 6° e gli 8°.

Non è preferibile conservare i formaggi avvolti in pellicola trasparente. Innanzitutto perché, in tal modo, potrebbe essere occlusa la normale respirazione del prodotto, esponendolo ad un’eventuale rischio di proliferazione batterica; poi, non di minor importanza, potrebbero risultarne alterate le specifiche proprietà organolettiche, per cui un’alterazione del sapore, del colore e dell’odore.

Riteniamo, allora, che la soluzione migliore sia l’utilizzo di fogli di carta alimentari, avendo cura di sostituirli di tanto in tanto, ogni qual volta verrà consumato il prodotto.

Traspiranti e porosi, proteggeranno il formaggio dall’esposizione all’aria e agli odori del frigo senza, però, limitarne la naturale respirazione, mantenendo così la giusta umidità. Se, eventualmente, nonostante i dovuti accorgimenti, doveste rendervi conto della comparsa di un po’ di muffa sul prodotto, non c’è da allarmarsi! Basterà eliminare la prima fetta, quella più esterna, oppure, nel caso dei formaggi stagionati, occorrerà sfregare la crosta con olio di oliva e poi lasciarlo asciugare.

In ultimo..

Conservare bene il prodotto conta tanto quanto servirlo!

Il nostro consiglio è quello di servire sempre i formaggi a temperatura ambiente, per permettere al prodotto di sprigionare in modo sublime la sua aroma naturale.

Di fatto, dunque.. per tutti, un’unica regola esiste!