Il lattosio è uno zucchero composto, propriamente detto disaccaride, prevalentemente presente nel latte e nei suoi derivati, in concentrazioni variabili.

Nel dettaglio,  è possibile affermare che i formaggi freschi presentano un’elevata percentuale di lattosio contrariamente a quelli stagionati che, invece,  ne hanno un contenuto decisamente moderato, talvolta nullo,  dato il processo di stagionatura.

In linea di massima, asserire di avere un’intolleranza manifesta equivale ad affermare d’essere realmente sensibile ad un disturbo; in questa situazione, in particolare, il disturbo è concretizzato  in un’ intolleranza ben nota, quella al lattosio.

Ad oggi, geograficamente,  la diffusione di questa condizione risulta essere altamente variabile.

Nello specifico,  nell’ Europa meridionale questa intolleranza è largamente diffusa  in confronto all’Europa centrale o settentrionale che, in percentuale, risultano moderatamente  e  lievemente colpite. In Italia, le aree che ne presentano una diffusione sempre crescente risultano essere  quelle meridionali, in coincidenza con un maggior consumo di latte e derivati.

Non sono state riscontrate particolari incidenze di malattia tra uomini e donne o di bambini al di sotto della tenera età.

Provando a far luce sulla questione, è cosa opportuna affermare  che, affinchè   un’intolleranza  sia certa e reale, bisogna effettuare dei test diagnostici specifici.

Diversi e ad incisività variabile ne esistono.

Uno tra questi, significativamente attendibile, è il Breath Test al lattosio, con una durata di circa 4 ore.

Un semplice esame che viene effettuato dopo un digiuno di almeno 8 ore e da un’astinenza di almeno una settimana da farmaci e latticini vari. Indispensabile ai fini della diagnosi, invece è la biopsia della mucosa del piccolo intestino.

Dato quanto detto, è assolutamente vietato propinare sentenze autonome e approssimative , riducendo,  di propria iniziativa, drasticamente il contenuto di lattosio.

Tecnicamente, l’intolleranza al lattosio può essere primaria o secondaria e transitoria.

Nel primo caso, ci poniamo di fronte ad un problema di natura genetica. In questo caso, l’organismo non produce lattasi, dunque, l’intolleranza si manifesta fin dalla tenera età. In  tutti gli altri casi, che siano di natura dietetica o patologica del tratto gastrointestinale, ci troviamo di fronte ad un tipo di intolleranza transitoria.

Fondamentalmente, nei soggetti intolleranti il problema sussiste a causa di una reale difficoltà di digestione del lattosio per carenza di lattasi, enzima deputato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio. In condizioni fisio-patologiche, infatti,  l’enzima digestivo lattasi è malfunzionante a causa di una deficienza assoluta o parziale provocando, quindi, i classici disturbi da intolleranza alimentare;  quali, ad esempio, stanchezza, spossatezza, gonfiori, diarrea, nausea.

Purtroppo, attualmente, non esistono farmaci per curare questo disturbo.

Va detto, comunque, che non necessariamente tutti i soggetti che presentano  questa intolleranza enzimatica debbano essere clinicamente rilevanti. Laddove ciò dovesse verificarsi, l’individuo risulterebbe positivo, quindi, un soggetto realmente intollerante al lattosio.

Attualmente, sempre più aziende alimentari stanno sensibilizzandosi verso questa tematica.  

Noi del Mini Caseificio Costanzo, producendo Mozzarella di Bufala senza lattosio…….in  primis!